Questo sito nasce con l’intento di raccogliere più informazioni possibili sul concorso Libero Mobile Aword 2010 in seguito alle premiazioni dei 7 siti vincitori in quanto la vincita, per alcuni di questi siti, risulta INCOMPRESIBILE e IMMOTIVATA.

Il caso

Sembra incredibile, ma anche un'azienda che dovrebbe conoscere perfettamente l'importanza della propria credibilità e reputazione fa errori che neppure un mediocre "markettaro" (leggi: uomo che fa marketing) si sognerebbe di commettere. In più investendo qualcosa come 70 mila euro.

Antefatto: Libero, per lanciare un nuovo servizio, indice un concorso per siti e blog. Discreta adesione, tra cui la nostra, e primo criterio di selezione abbastanza oggettivo e condiviso, ovvero i voti del pubblico.
Da questa prima selezione accedono alla seconda fase 95 siti, che verranno giudicati da quella che viene ampiamente pubblicizzata come una giuria di grandi esperti di marketing, internet etc.

La genialata: per rendere l'operazione ancora più "virale" viene aperta su Facebook una pagina ufficiale dedicata al concorso, e molti partecipanti accedono alla pagina proprio mentre si stanno svolgendo le votazioni. Poiché ci sono in ballo 7 premi da 10 mila euro ciascuno si aspetta con grande trepidazione l'esito.

Primo autogol: uno della giuria, senza che si sia già ufficializzato il verdetto, posta su twitter i risultati! Ovviamente si scatena su Facebook un tam tam di voci, smentite, conferme. Grande segnale di professionalità da parte del giurato...

Secondo e tragico autogol: dopo (in teoria) una settimana di valutazioni tra i premiati c'è un sito totalmente anonimo, creato qualche mese prima e semi abbandonato, con foto rubacchiate in giro e senza alcun post (dei ben 35 totali!) originale.
Quello che ancor più sconcerta è la motivazione ufficiale dei giudici (parole testuali, giuro): "Per la grafica e per l´utilizzo di foto di forte impatto, per il taglio editoriale sintetico ed efficace e per il tono ironico, oltre che per l´usabilità e per la grafica accattivante. Perfetto per la fruizione in mobilità di un momento di leggero entertainment".

Giustamente sulla pagina ufficiale si scatena la polemica dei tanti titolari di siti che avrebbero meritato davvero quel premio, e da azione virale positiva pian piano il concorso comincia ad assumere gli aspetti grotteschi di una operazione portata avanti in maniera quanto meno superficiale.

Risultato: credibilità e reputazione di Libero altamente compromessa, con decine di blogger decisi a denunciare pubblicamente l'accaduto (e parliamo di siti con anche 20.000 iscritti...).

Un danno che in confronto i 70 mila euro investiti in premi sono bazzecole.

Io ovviamente ringrazio di questa opportunità, preziosa per dimostrare come non sono i soldi e non è il brand a creare la buona reputazione, bensì la serietà e la professionalità con cui si fanno le cose. Soprattutto in tempi "virali" come questi....


Fabrizio Cotza